

Mi chiedo se esista una lista delle guerre più glamour di questo autunno-inverno 2007. Il primo posto sicuramente lo guadagna la Birmania, con i suoi monaci colorati, le sue venature anticomuniste e quel tocco di esotismo che non guasta.
La Palestina è decisamente in calo, che con la guerra civile le cose si sono troppo complicate, non sai mai con chi stare e Abu Mazen è decisamente un po' troppo grigio.
La Cecenia come al solito naviga a mezza classifica. Iraq e Afghanistan vivono un momento di stallo.
Decisamente fuori classifica è il massacro somalo. Il milione di sfollati, le migliaia di vittime dei signori della guerra e della fame, non trovano spazio nella top ten delle guerre più chic. Forse mancano elementi scenografici come le tuniche dei monaci o il burqa delle donne afghane. Forse è l'immagine dei bambini africani denutriti che ormai ha dato assuefazione. E intanto il silenzio avvolge l'orrore.
Ci vorrebbe Oliviero Toscani. In attesa della Sinistra.
