Bruciano i campi rom, preparano le epurazioni in Rai, organizzano crociate contro i diritti delle donne... il PD esprime in aula apprezzamenti e volontà di lavorare assieme. Non certo alle epurazioni razziali, il PD non è un partito razzista.
Ma a lavorare su cosa? E' questa la domanda.
Per esempio su una legge elettorale europea che garantisca qualche altra poltrona di sopravvivenza al PD. Ipotesi di fantascienza? Complottismo? Cripto comunismo?
Purtroppo no. I termini dello scambio PD-PDL sono già sostanzialmente delineati, scritti nero su bianco nelle bozze che girano per i corridoi del PD: la nuova legge elettorale europea darà un buon margine di vittoria a Berlusconi, ma assegnerà tutti i seggi dell'opposizione al PD.
La soglia di sbarramento (la clausola che interessa al PD) sarà camuffata come strumento per evitare l'eccessiva regionalizzazione del voto. Insomma PD e PDL si sono già messi daccordo non solo sui termini della spartizione, ma anche sulla scusa da inventare.
In un paese normale maggioranza e opposizione esprimono idee diverse sul governo del paese, non idee convergenti sulla divisione delle cariche pubbliche.
La misera fine degli ex-comunisti si consuma lentamente in un pietoso tentativo di chiedere ancora qualche mese di governo. Come quei bambini che richiamati a cena dalla mamma vogliono giocare ancora un po e ripetono: "cinque minuti, un attimino".
Ma non lo fanno per attaccamento al potere, sono obbligati a chiedere "un attimino". Devono tentare di scrivere una nuova legge elettorale perchè sulla loro testa pende il referendm che essi stessi hanno voluto. Se adesso non bloccano il referendum, verrà fuori un sistema elettorale ancora peggiore.
Il referendum quindi li obbliga a fare una legge elettorale di cui beneficerà il prossimo governo Berlusconi. La sedicente classe dirigente del centro sinistra si è infilata in un vicolo cieco strategico da cui è impossibile uscire se non scegliendo l'opzione "meno peggiore".
Lo squallido crepuscolo degli ex pci-pds-ds si consuma nel consegnare definitivamente l'Italia alla tessera P2 625.
Complimenti!